01.04.2022 24.07.2022

Brescia, Museo di Santa Giulia e altre sedi

L’edizione 2022 del Brescia Photo Festival, curata da Renato Corsini, promossa dal Comune di Brescia, dalla Fondazione Brescia Musei e dal MaCof – Centro della fotografia italiana, in programma dal 1° aprile al 24 luglio 2022, ruoterà attorno al tema “Le forme del ritratto”, una sorta di viaggio internazionale tra le molteplici declinazioni che questo argomento ha assunto nella storia della fotografia mondiale.

Come da tradizione, molti saranno i siti coinvolti dalla V edizione del Brescia Photo Festival, evento prodotto dalla Fondazione Brescia Musei, presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov: a partire dal Museo di Santa Giulia, proseguendo per gli altri musei civici di Brescia, al Mo.Ca e negli altri luoghi sia della città che della provincia.

Brescia Photo Festival 2022 omaggerà Edward Weston (1886-1958), uno dei maestri della fotografia del Novecento, con una grande monografica al Museo di Santa Giulia, dal titolo The Weston Photographers, che riunirà, per la prima volta, le opere di Edward Weston, dei suoi due figli Brett e Cole, e della nipote Cara. La rassegna, curata da Filippo Maggia, co-prodotta con Skira, progettata direttamente con la famiglia Weston, presenterà oltre 80 opere dei quattro fotografi, tra cui 40 del solo Edward. Saranno presenti quasi tutti i suoi maggiori capolavori: dai ritratti plastici ai nudi che esaltano forme e volumi, dalle dune di sabbia agli oggetti trasformati in sculture, sino ai celebri vegetable – peperoni, carciofi, cavoli – e le conchiglie riprese in primissimo piano.

Sempre al Museo di Santa Giulia, non mancherà una grande mostra tematica sulla storia del ritratto dal dagherrotipo al selfie.

Oltre ai Weston, il Brescia Photo Festival ricorderà autori quali Maurizio Frullani, con un focus sui ritratti al femminile nella “sua” Eritrea, realizzati tra il 1993 e il 2000 nella Massaua piagata dalla guerra, entrando nelle case, nei cortili, nei laboratori, nei quali la magia del medium fotografico si fonda con l’umanità dell’artista, o Mario Dondero, con una serie dei suoi “ritratti dell’intelligenza”, Fabrizio Garghetti, che dalla metà degli anni ‘60 ha documentato le avanguardie artistiche italiane, o ancora Gian Paolo Barbieri Santi Visalli, con i loro lavori sulle star del cinema, della società e del costume del Novecento, o del fotografo indiano N.V. Parekh con i suoi reportage da Mombasa. Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini sarà allestita la mostra “Pier Paolo” che già nel titolo identifica una visione intimista del grande intellettuale. Il rapporto con la madre, la passione per il calcio e le amicizie sono i temi che l’esposizione si prefigge di evidenziare con una serie di fotografie, alcune inedite, scattate da importanti autori italiani.

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