LA NUOVA SEZIONE DELL’ETÀ ROMANA DEL MUSEO DI SANTA GIULIA

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LA NUOVA SEZIONE DELL’ETÀ ROMANA
Brescia, Museo di Santa Giulia (via Musei 81/b)

 

Orari: martedì – domenica, 10.00 – 18.00

 

Ufficio stampa Fondazione Brescia Musei
Francesca Raimondi, T. +39 331 8039611, raimondi@bresciamusei.com

Ufficio stampa

CLP Relazioni Pubbliche
Clara Cervia
T. 02 36 755 700
E. clara.cervia@clp1968.it

dal 22 gennaio 2023

Brescia, Museo di Santa Giulia

Un nuovo allestimento con un innovativo percorso museale, improntato ai più moderni standard di accessibilità e installazioni artistiche multimediali.

 

È il definitivo traguardo di un percorso intrapreso nel 2019 connesso al nuovo Capitolium e alla Vittoria Alata per consentire una fruizione completa e integrata della Brescia antica, dal Museo di Santa Giulia a Brixia. Parco archeologico di Brescia romana.

 

Le grandi novità nella bigliettazione e le gratuità su tutti i musei per i cittadini bresciani.

Da domenica 22 gennaio 2022, il Museo di Santa Giulia apre la nuova sezione dell’età romana, con un innovativo percorso espositivo, improntato ai più moderni standard di accessibilità.

 

Il progetto, promosso da Fondazione Brescia Musei, Comune di Brescia, Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, con il supporto di Regione Lombardia, Fondazione CAB e Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Lions Brescia Vittoria Alata e la sponsorizzazione tecnica di Agliardi e a2a, propone ai visitatori un’immagine della città antica aggiornata sulla base dei più recenti studi e, soprattutto, dei risultati emersi da indagini archeologiche urbane.

 

Il nuovo percorso completa significativamente un piano intrapreso ancora nel 2019, quando si decise di restaurare la statua della Vittoria Alata e di collocarla – con un nuovo importante allestimento a cura dell’architetto Juan Navarro Baldeweg – all’interno del tempio capitolino, restituendo così all’opera una nuova iconicità nel luogo del suo ritrovamento. Un’azione di importanza strategica, che ha determinato l’esigenza di definire un nuovo allestimento per la sezione dell’età romana, di cui la statua costituiva il baricentro. Grazie a approfondimenti scientifici degli specialisti dell’area collezioni di Brescia Musei, supportata dal Comitato Scientifico della Fondazione, oggi si presenta quindi il completamento, da un punto di vista concettuale ed espositivo, della musealizzazione anche dell’area del Capitolium, nella quale sono stati rinvenuti importanti reperti ora parte della nuova sezione dell’età romana, e il ricongiungimento concettuale del patrimonio della Brescia romana in un unico dominio museale.

 

Questa unificazione è la ragione profonda che ha spinto Fondazione Brescia Musei a dar vita ad una dimensione unita dei due siti museali, il Museo di Santa Giulia e Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, anche da un punto di vista di una nuova politica di bigliettazione, per poter offrire al visitatore l’opportunità di vedere tutti i reperti utili a comprendere la storia di Brixia legati ai loro contesti di provenienza.

 

Nel processo di rinnovamento degli spazi del Museo Santa Giulia, è emersa infine l’esigenza di intervenire sull’illuminazione dell’Auditorium, dotato di riflettori alogeni ormai datati e poco sostenibili. Fondazione Brescia Musei, con la sponsorizzazione tecnica di ERCO, azienda di riferimento nel campo dell’illuminazione architetturale a LED di alta gamma, ha così sviluppato per l’Auditorium un sistema basato su proiettori, che attraverso un sistema di controllo Bluetooth consente la gestione di differenti scenari, attivabili e modulabili a seconda delle esigenze di utilizzo della sala, massimizzando l’utilità e il comfort visivo sia del pubblico, sia degli eventuali relatori.

 

L’età romana. Le città. Le epigrafi

 

Brixia romana è una città paradigmatica per il grado di conservazione degli edifici, la tradizione degli studi e le continue indagini in corso che portano quotidianamente all’arricchimento del patrimonio. A 200 anni dall’inizio della felice campagna di indagini archeologiche che portò alla scoperta del Capitolium, del deposito dei bronzi e all’apertura nel 1830 del Museo Patrio, viene ora aggiornata, per l’anno di Capitale italiana della cultura di Brescia, la sezione che più di altre registra questo flusso dinamico e virtuoso tra ricerca e valorizzazione.

La documentazione ottocentesca prodotta in occasione di quella che fu la più incredibile avventura archeologica vissuta dalla città, quando venne messa in luce la sequenza dei templi e il deposito dei bronzi, nonché venne creato il primo dei musei cittadini, è ingrandita in monumentali scenografie all’interno delle sale; a questa vengono affiancate installazioni artistiche multimediali dal lessico contemporaneo, che interpretano e restituiscono i temi della sezione museale, evocando luoghi ed eventi storici con modalità creative non convenzionali, testando nuove forme di narrazione per lo storytelling dell’archeologia.

 

Il riallestimento della sezione nel Museo di Santa Giulia è stato seguito dal punto di vista della progettazione museografica, anche per ragioni di continuità e coerenza con il resto del museo, dallo studio Tortelli Frassoni Architetti Associati, responsabile dell’allestimento museale 25 anni fa, mentre per quanto riguarda l’ingegnerizzazione e la direzione dei lavori integrativi dall’architetto Antonio Maio.

 

La sezione, grazie a supporti per l’esplorazione tattile – realizzati con la sponsorizzazione del Lions Club Vittoria Alata Brescia – grazie all’iconografia storica e a brani architettonici di pregio, presenta quei contesti monumentali bresciani quali il Santuario repubblicano, il Tempio Capitolino, il Teatro che sono visitabili nel vicino Parco Archeologico. Anche la sezione epigrafica, allestita nel grande chiostro rinascimentale, è stata aggiornata nei contenuti e negli apparati didascalici, valorizzando ulteriormente questo esteso e ricco patrimonio che poche città romane possono vantare.

 

Un approfondimento di grande importanza è dedicato al periodo tardoantico (IV-V secolo d. C.), quando vennero abbandonati i luoghi di culto pagano a favore di quelli di culto cristiano; a Brescia, in particolare, nell’area del Capitolium, sono stati ritrovati due depositi di oggetti e di opere legati alla vita del tempio che hanno restituito reperti e informazioni di enorme valore e interesse.

Nel primo, scoperto nel 1826, oltre alla Vittoria Alata, statua d’epoca romana di eccezionale valore recentemente restaurata e allestita nell’aula orientale del Capitolium, venne rinvenuta una serie di teste che è presentata con un nuovo layout che ne valorizza la fattura e le preziose decorazioni. Realizzati in bronzo con la tecnica della fusione a cera persa e doratura solo su quelle maschili, i ritratti dovevano essere inseriti in statue in pietra o in marmo, come indica l’accurata rifinitura dei lembi del collo. Con grande probabilità erano esposti in uno spazio pubblico della città e potevano rappresentare imperatori o membri della famiglia imperiale. Le caratteristiche dei volti e della capigliatura hanno permesso di identificare i personaggi con membri della dinastia dei Flavi e con imperatori del II e del III secolo d.C.

Particolarmente suggestiva è quella che ritrae una figura femminile caratterizzata da un’acconciatura a toupet frontale formato da riccioli a chiocciola con foro centrale, tipica delle donne della dinastia dei Flavi a cui la città di Brescia voleva confermare la sua benevolenza, ben nota a partire dal supporto che la città garantì a Vespasiano nella lotta per la conquista dell’impero durante la guerra civile che si aprì nel 69 d.C. con la morte di Nerone.

L’altro deposito, pressoché inedito e mai mostrato nella sua interezza, valorizzato dal nuovo allestimento, include una considerevole quantità di oggetti votivi offerti nelle aule del tempio dai fedeli nel corso della vita di questo luogo di culto; tra questi, rari vetri incisi, come la bottiglia con la riproduzione di vedute di città dell’area flegrea, gioielli, oggetti rituali, tra cui il prezioso coltello con manico in corno di capriolo, lucerne semplici e figurate, anfore, grandi piatti per le offerte rituali, ceramiche decorate a stampo, e molto altro ancora.

Brani lapidei, oggetto di recenti studi, provenienti dai principali monumenti pubblici consentono di avere un’idea della magniloquenza delle architetture e della pregevolezza delle decorazioni, oltre che della varietà dei materiali impiegati, dal locale calcare bianco ai marmi policromi provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo.

Tra essi anche una mensola inedita, pertinente al Foro di Brescia, oggi depositata in museo da una generosa famiglia bresciana. Il manufatto, in pietra locale di Botticino, rappresenta il Fauno, divinità della natura correlata al culto dionisiaco, e doveva con grande probabilità decorare uno degli ingressi del foro di Brixia. La sua importanza, oltre che nelle notevoli dimensioni e nella bellezza dell’ornato, risiede nel fatto che si tratta di una recente scoperta emersa grazie a studi specialisti.

Tra altri reperti di particolare valore e interesse, si segnala il pettorale da cavallo in bronzo (balteo), esemplare unico in tutto l’impero, appartenente probabilmente a una statua equestre esposta in uno degli spazi pubblici dell’antica Brixia, sulla cui superficie sono state applicate numerose figure in bronzo che riproducono soldati Romani, con elmo e corazza, e barbari, con capelli lunghi, calzoni e corta mantella, impegnati in un accesso combattimento e al centro si staglia la figura dell’imperatore a cavallo che irrompe tra i soldati. O la Statua di Silvano, divinità legata al mondo dei boschi e degli animali, che si caratterizza per la presenza di una pelle con testa di caprino sul lato sinistro e di frutti che trattiene nella piega del mantello, che alludono alla fertilità e all’abbondanza: una statua che fa parte di un piccolo nucleo di opere archeologiche donate all’inizio dell’Ottocento al Museo da Luigi Basiletti, lo straordinario erudito e artista che, con i colleghi membri dell’Ateneo di Scienze lettere e Arti di Brescia, avviò nel 1823 l’inizio degli scavi archeologici in città.

 

Il nuovo intervento museale è impreziosito inoltre dall’inserimento di tre installazioni artistiche immersive multimediali, ideate e realizzate dallo studio artistico interdisciplinare italiano incentrato sulle relazioni tra uomo e macchina, NONE Collective. Il collettivo è leader nella progettazione di esperienze immersive, installazioni multimediali, opere d’arte digitali che esplorano l’espansione dei confini della percezione umana attraverso l’uso della tecnologia, indagando le relazioni tra abitudini, pratiche sociali e l’emergere di nuovi strumenti nella cultura digitale, promuovendo inoltre una riflessione sul contemporaneo e stimolando il pensiero critico e pratiche attiviste. Lavori a loro firma sono esposti in musei, gallerie e festival internazionali, tra questi Somerset House – Londra, Farol Santander – San Paolo, Fukuoka Science Museum – Giappone, Palazzo delle Esposizioni e Museo Nazionale Romano – Roma, Milan Design Week – Milano. Il progetto multimediale consente al visitatore di addentrarsi negli spazi museali e vivere un’esperienza immersiva grazie alla sincronizzazione di audio, video e luci, attraverso dispositivi tecnologici e scenografie.

Nella prima sala, Forme e luoghi della memoria, mediante grafiche e immagini storiche, volti e voci di eruditi, cittadini illuminati e luoghi particolarmente significativi, viene evocato il percorso di tutela e valorizzazione dell’eredità antica della città a opera della comunità bresciana. Come una sorta di scatola della memoria, affiorano progressivamente strati lasciati nei secoli e vengono messe in luce le radici profonde di una sensibilità civile non comune.

L’installazione multimediale La Vittoria Alata. Viaggio di un mito racconta la storia di questa statua, illustrando aspetti relativi alle sue origini, all’iconografia, agli attributi, alla scoperta durante gli scavi nell’area del Capitolium del 1826 fino ad arrivare agli ultimi dati scientifici acquisiti durante l’intervento di restauro.

Il percorso si conclude con Architettura, Uomo e Natura, un’installazione che evoca i luoghi e le architetture in cui va in scena la vita dell’uomo: la strada, le mura, la piazza, i porticati, le colonne, le abitazioni, gli edifici. Gli spazi, assi, geometrie e forme si affiancano allo scorrere del tempo, alla ciclicità della natura e hanno come filo conduttore la presenza dell’uomo.

In questa sala sono presenti tre sculture frammentarie di età romana che, con la tecnica del videomapping e l’illuminazione dinamica, diventano parte della narrazione.

 

La nuova sezione dell’età romana offrirà un percorso di accessibilità per la fruizione di persone disabili. Oltre alle mappe tattili di orientamento, presenti all’ingresso del percorso, tutti i reperti in pietra e una copia della dama Flavia saranno esplorabili tattilmente da ciechi e ipovedenti. Inoltre, due modellini dedicati a santuario repubblicano e Capitolium e agli edifici pubblici di Brixia in età romana, caratterizzati da texture specifiche, saranno a disposizione per esplorazioni tattili.

 

Una guida multimediale gratuita del museo, scaricabile tramite QR code sul proprio dispositivo elettronico, con tracce audio dedicate a non vedenti e ipovedenti permetterà l’esplorazione tattile guidata delle opere più significative di ogni sala.

 

La nuova bigliettazione

 

Nella situazione museale di Brescia, con l’apertura del parco archeologico, si è venuto a delineare un equilibrio espositivo con tratti distintivi ma complementari tra i due nuclei del sito UNESCO bresciano: in Santa Giulia viene presentata la storia diacronica della città, attraverso alcuni monumenti parte integrante del complesso stesso (domus dell’Ortaglia, basilica altomedievale di San Salvatore, …), con un ordinamento didattico didascalico che propone i reperti mobili, distribuiti nelle sezioni, secondo una sequenza cronologico-tematica; nel Parco archeologico invece prevalgono i contesti monumentali, nei quali sono ricollocati i reperti più significativi relativi agli edifici, richiamati comunque anche in Santa Giulia (ad esempio quelli del santuario repubblicano o del teatro), visitabili secondo gli antichi percorsi di fruizione. Tutti i progetti portati avanti in questi anni sono stati improntati a considerare i due nuclei come parte integrante di un insieme unico, così come anche messo in evidenza dal riconoscimento UNESCO del 2011.

Già operativo in via sperimentale in occasione delle esposizioni Francesco Vezzoli, Palcoscenici archeologici e Isgrò cancella Brixia, che prevedevano opere in entrambe le sedi museali, dal 24 gennaio entrerà quindi in vigore il nuovo biglietto cosiddetto UNESCO portando così a compimento la creazione dell’intera area archeologico monumentale, all’interno di un unico museo, preludio di quanto avverrà ulteriormente nel prossimo mese di marzo con il completamento del progetto infrastrutturale Corridoio Unesco.

La revisione della bigliettazione del Museo di Santa Giulia e di Brixia. Parco archeologico di Brescia romana è stata per Fondazione Brescia Musei occasione per rivedere tutte le politiche di accesso alle sedi museali in sua gestione, in un’ottica di integrazione dei siti museali e di costituzione di reti tra di essi, secondo le linee più moderne della museografia contemporanea e dell’accessibilità.

La prossima inaugurazione e apertura al pubblico del nuovo Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, il 29 gennaio, completa l’offerta museale all’interno del Falcone d’Italia, dove è già operativo il Museo delle Armi “Luigi Marzoli”. Poiché entrambi i musei sono connessi alla storia del luogo e la loro vista è parte essenziale della visita al castello, Fondazione Brescia Musei ha dunque deciso, concordemente con il Comune di Brescia, di istituire un nuovo biglietto anche in questo caso unico, musei del castello, e che include ad entrambi.

È con l’inaugurazione ufficiale dell’anno in cui Brescia sarà Capitale italiana della Cultura tuttavia che Fondazione Brescia Musei annuncia la grande novità che riguarderà tutti i cittadini bresciani, residenti in città, a cui sarà riconosciuta l’opportunità di accedere gratuitamente alle collezioni della città illimitatamente, senza limiti di orario o di giornate.

Si tratta di una misura che risponde pienamente e che intercetta le considerazioni più aggiornate sulla politica di accesso ai luoghi della cultura ovvero quella di considerare il patrimonio museale di un territorio come parte di un bagaglio culturale identitario delle comunità che ci abitano, ovvero i cittadini, un’impostazione che discende dalla Convenzione di Faro e ratificata dall’Italia nel settembre 2020 e che considera il capitale culturale una componente essenziale nella composizione dell’identità dei cittadini.

Un’operazione di natura sperimentale, che vuole essere una risposta alle linee programmatiche stabilite dalla politica museale internazionale, in linea pienamente con la direzione – la liberazione dai vincoli di fruizione aperta e partecipata al museo – che Fondazione Brescia Musei ha già inaugurato affrontando questi argomenti nel ciclo di talk Open doors: una rivoluzione nelle più virtuose operazioni di valorizzazione del patrimonio, fruibile dal pubblico senza costrizione alcuna.

Una politica che Fondazione Brescia Musei può sostenere grazie al sostegno fondamentale delle aziende che aderiscono al programma di corporate membership Alleanza Cultura, che aiuta a sostenere le attività museali e a restituire il grande valore dell’accessibilità alla cultura: un programma di welfare culturale ancora più significativo per i principali stakeholder dei Musei, alla luce del contributo che Fondazione Brescia Musei riceve dal Comune.

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