DI PADRE IN FIGLIO: L’UNIVERSO GRAFICO DI GIAMBATTISTA E GIANDOMENICO TIEPOLO

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DI PADRE IN FIGLIO: L’UNIVERSO GRAFICO DI GIAMBATTISTA E GIANDOMENICO TIEPOLO
Torino, Musei Reali, Galleria Sabauda | Spazio Scoperte (Piazzetta Reale, 1)
15 ottobre 2026 – 19 gennaio 2027

Orari: dal giovedì al martedì, 9.00-19.00 (la biglietteria chiude alle ore 18.00)
Chiuso il mercoledì

Ingresso alla Galleria Sabauda compreso nel biglietto dei Musei Reali
Intero € 15,00; Ridotto: € 2,00 (ragazzi di età dai 18 ai 25 anni). Gratuito: minori di 18 anni; persone con disabilità e un loro accompagnatore; Insegnanti con scolaresche; Guide turistiche con gruppi; Personale del Ministero della Cultura; Possessori di Abbonamento Musei, Torino + Piemonte Card, tessera ICOM; Giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine.

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15.10.2026 19.01.2027

La rassegna documenta la straordinaria attività grafica di Giambattista e Giandomenico Tiepolo, attraverso 62 opere provenienti dal fondo di grafica della Galleria Sabauda e dalle collezioni della Biblioteca Reale.

Dal 15 ottobre 2026 al 19 gennaio 2027, lo Spazio Scoperte dei Musei Reali di Torino, al secondo piano della Galleria Sabauda, ospita la mostra dossier Di padre in figlio: l’universo grafico di Giambattista e Giandomenico Tiepolo, curata da Sofia Villano, che documenta la straordinaria attività grafica di due tra i principali esponenti della pittura veneziana del Settecento, esplorandone i temi, le scelte iconografiche e le soluzioni compositive e ripercorrendo le tappe principali del loro intenso e fecondo sodalizio creativo.

 

La rassegna, organizzata in occasione del 300° anniversario della nascita di Giandomenico Tiepolo, avvenuta nel 1727 a Venezia, ricostruisce il percorso stilistico dei due artisti nel campo dell’incisione e del disegno, attraverso 62 opere provenienti dal fondo di grafica della Galleria Sabauda, patrimonio ancora poco noto sia al grande pubblico sia alla comunità di studiosi, e dalle collezioni della Biblioteca Reale, tra cui si segnalano due bellissimi disegni di Giambattista Tiepolo, il celebre schizzo raffigurante Pulcinella, che documenta l’interesse del maestro per il teatro e le maschere della Commedia dell’Arte, e la Sacra Famiglia, in cui le figure vengono delineate da pochi, essenziali tratti e dall’uso lieve dell’acquerello, nonché lo Studio per uno zampognaro visto di schiena e Due cani che giocano, che rivelano la peculiare propensione di Giandomenico verso l’osservazione del mondo naturale e la rappresentazione di tipi umani desunti dalla società contemporanea.

È inoltre esposto per la prima volta al pubblico un nucleo di disegni finora rimasto ai margini degli studi critici: si tratta di tre studi a penna e acquerello bruno raffiguranti allegorie delle stagioni (Inverno, Primavera, Estate), attribuibili alla mano di Giambattista Tiepolo per la grande fluidità del segno e per la sapiente resa delle ombreggiature mediante leggere modulazioni dell’inchiostro, e di una serie di sette fogli con figure per volte, apostoli o profeti, che richiamano nelle pose e negli scorci i Profeti della Sala Rossa nel Palazzo Patriarcale di Udine e alcune personificazioni affrescate a Villa Loschi Zileri presso Vicenza, riconducibili a un seguace del pittore, aggiornato sui suoi modelli e profondamente influenzato dal suo stile, pur senza raggiungerne l’ineguagliabile qualità esecutiva.

La mostra offre anche l’occasione di presentare l’importante lavoro di verifica conservativa e inventariale, di riorganizzazione, ricondizionamento e manutenzione del fondo di grafica della Galleria Sabauda, attualmente in corso, e si pone in continuità con il progetto di valorizzazione della collezione di stampe della Galleria avviato tra il 2016 e il 2018 con le esposizioni dedicate a Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto e agli incisori olandesi del Seicento e proseguito con l’attenzione rivolta alla produzione grafica di Marcantonio Raimondi, di Rembrandt van Rijn e di Guido Reni all’interno delle tre mostre Sulle tracce di Raffaello nelle collezioni sabaude (2020-2021), Rembrandt incontra Rembrandt. Dialoghi in Galleria (2022-2023) e Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte (2025-2026).

 

Il percorso si apre con una selezione di stampe di Giambattista Tiepolo tratte dalla serie dei Capricci databile, secondo una recente proposta critica, intorno al 1733, e dagli Scherzi di fantasia intagliati verosimilmente tra il 1743 e il 1757, tra i quali emerge la splendida Adorazione dei Magi, capolavoro grafico tra i più apprezzati e ammirati del pittore veneziano.

Entrambe le raccolte si collegano alla tradizione del “capriccio” inaugurata dall’incisore francese Jacques Callot, proponendosi come creazioni scaturite dalla fantasia dell’artista. Interpretate in chiave esoterica e poste in relazione con il dibattito sulle scienze occulte che animava la scena culturale veneziana a metà Settecento, esse presentano un ricco repertorio di motivi eterogenei: figure di vecchi Orientali, forse maghi o filosofi, che reggono enormi libri dal misterioso contenuto, fanciulli, donne e soldati, circondati da architetture in rovina, resti di ossa umane, bucrani, gufi e serpenti, che assistono a indecifrabili riti in scenari senza tempo. In questi lavori l’artista crea un mondo privo di una precisa coerenza narrativa, in cui esseri animati e oggetti inanimati sono assemblati in luoghi non collocabili con precisione nel tempo e nello spazio. Il loro significato ultimo continua a sfuggire a una lettura univoca e a suscitare interrogativi, conferendo alle immagini un’atmosfera sospesa e inquietante, resa attraverso un segno di straordinaria leggerezza e virtuosismo.

 

La mostra prosegue con una scelta delle più significative incisioni di soggetto sacro e profano realizzate da Giandomenico Tiepolo dagli anni Quaranta agli anni Settanta del Settecento.

Una sezione è dedicata alla serie della Via Crucis, tratta dai dipinti da lui realizzati a partire dal 1747 per l’Oratorio del Crocifisso, adiacente alla chiesa di San Polo a Venezia, con l’intento di diffondere e promuovere la sua prima autonoma impresa pittorica. Il ciclo si distingue per l’intensa drammaticità e il ritmo narrativo serrato e, pur trattandosi di un’opera giovanile, rivela già la capacità del pittore di coniugare la lezione paterna con una spiccata sensibilità luministica e con l’osservazione minuta del reale, che diverrà una delle cifre distintive della sua arte. In questi fogli egli si fa portavoce di un autentico sentimento di devozione, chiamando lo spettatore a condividere le sofferenze della Passione. Le sue figure, infatti, invitano i fedeli a meditare sulla tragica rappresentazione che si svolge di fronte ai loro occhi, trasformando il doloroso cammino di Cristo in un’esperienza di intima e profonda riflessione spirituale.

 

Si presenta, inoltre, la serie dal titolo Idee pittoresche sopra la Fugga in Egitto di Giesu, Maria e Gioseppe, uno dei vertici dell’attività incisoria di Giandomenico, pubblicata nel 1753 e dedicata al principe-vescovo Carl Philipp von Greiffenclau, per il quale i Tiepolo avevano appena concluso il grandioso ciclo di affreschi della Residenza di Würzburg in Germania. Questa magnifica suite è composta da ventisette acqueforti, che seguono il viaggio della Sacra Famiglia dalla Palestina all’Egitto come un vero e proprio racconto per immagini. Giandomenico interpreta il tema evangelico con una sensibilità del tutto personale, che si manifesta nell’interesse per i dettagli naturalistici, per la varietà degli effetti atmosferici e per i personaggi tratti dalla vita quotidiana. L’uso di punti di vista dinamici e diversificati permette di gustare da vicino la grande ricchezza dei particolari, conferendo alla vicenda sacra una dimensione concreta e profondamente umana, in grado di suscitare nell’osservatore un sentimento di empatia e di partecipazione sincera.

 

Un’altra sezione propone la Raccolta di teste, avviata nel 1757 e completata tra il 1771 e il 1774, dopo il rientro di Giandomenico dalla Spagna in seguito alla morte del padre nel 1770. Questa magnifica serie, che comprende in totale sessanta ritratti immaginari, deriva da invenzioni di Giambattista e si ispira agli autorevoli esempi di Rembrandt van Rijn e di Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto. I personaggi raffigurati, fissati in pose teatrali e avvolti in ampi panneggi, colpiscono per l’intensa forza espressiva e la raffinata caratterizzazione fisiognomica.

 

Si espongono, poi, quattro stampe con scene tratte dai notissimi episodi della Gerusalemme liberata e dell’Orlando Furioso dipinti dai Tiepolo nel 1757 a Villa Valmarana ai Nani presso Vicenza, in cui Giandomenico sottopone gli insegnamenti paterni a una personale lettura critica, offrendo una vera e propria reinvenzione dei modelli capace di restituire la vibrante matericità della superficie affrescata e l’immediatezza del gesto pittorico visibile sulle pareti.

Completano, infine, il percorso significativi esempi della tarda attività dell’artista, tra cui la rara stampa con Sfingi, pesci e mascheroni, uno dei capolavori assoluti dell’incisione veneziana del XVIII secolo, in cui motivi eterogenei, quali sfingi viste da diverse angolazioni, mascheroni, teste femminili entro corone di fiori e una stupefacente natura morta marina in primo piano, sono accostati con studiato disordine, dando vita a un’atmosfera dal fascino visionario e surreale.

 

“La mostra dossier che oggi inauguriamo – ha dichiarato Paola D’Agostino, Direttrice Generale dei Musei Reali di Torino – attinge allo straordinario patrimonio dei Musei Reali di Torino, in particolare al ricco nucleo di oltre cento stampe di Giambattista e Giandomenico Tiepolo conservato all’interno del fondo di grafica della Galleria Sabauda che, nonostante gli studi degli ultimi anni, continua a serbare sorprese singolari. Questa iniziativa è emblematica del metodo di lavoro dei Musei Reali: l’esposizione, infatti, non presenta solo delle straordinarie opere grafiche nate dall’ingegno di due dei principali esponenti della pittura veneziana del Settecento, quali erano Giambattista Tiepolo e il figlio Giandomenico, quanto esalta il fondamentale apporto scientifico delle curatrici dei Musei Reali nel condurre studi sul patrimonio museale. Il museo, per essere parte viva e propositiva della comunità, non deve rappresentare un mero luogo di conservazione, ma uno spazio vivo nel quale tale patrimonio diventa ricerca, conoscenza e occasione di confronto. Ed è proprio grazie a questa attività che oggi possiamo presentare per la prima volta al pubblico dieci disegni riconducibili alla mano di Giambattista Tiepolo e a quella di un suo collaboratore, e proseguire con il progetto di valorizzazione della collezione di stampe della Galleria Sabauda. La stagione espositiva 2026 è stata particolarmente esemplare, con iniziative che hanno proposto al pubblico l’opportunità di scoprire o riscoprire parti delle collezioni dei Musei Reali: mi riferisco allo straordinario viaggio nell’immaginario collettivo della Regina Margherita di Savoia, o alla riapertura del Medagliere Reale con la raccolta numismatica dedicata ai volti femminili impressi sulle monete, o ancora alla revisione dell’allestimento delle ceramiche della Collezione Lenci. Un sentito ringraziamento a Sofia Villano, curatrice della mostra sui Tiepolo, e alla dedizione e professionalità di tutto il personale dei Musei Reali di Torino”.

 

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