Il nuovo appuntamento espositivo presso lo Spazio Atelier della Fondazione Sangregorio, in programma dal 27 settembre al 29 novembre, sarà dedicato a Sergio Floriani con un percorso che collegherà l’Atelier allo Spazio Cesare da Sesto del Comune di Sesto Calende dove la mostra sarà visitabile dal 27 settembre al 17 ottobre
La mostra raccoglierà trenta opere tra sculture, pastelli, smalti, documentando la sua originale ricerca degli ultimi venti anni che lo hanno reso uno dei grandi interpreti di area concettuale. I suoi lavori, che includono opere tri e bidimensionali, esplorano temi come l’identità, la trasformazione della realtà in arte e la spiritualità dell’uomo.
Nelle parole della curatrice Lorella Giudici, il senso dell’iniziativa: “[…] Le opere di Sergio Floriani, scelte per questa mostra, […] hanno colto l’eco di quei silenti bagliori, il flusso migratorio delle nuvole, l’incanto di un mondo che al peso della materia ha sostituito la leggerezza del sogno. Sembrano proprio nate lì , tra acqua, cielo, terra, nel chiarore lombardo. Floriani ne restituisce pero una versione mentale, filosofica, algoritmica. Non gli interessa l’aneddoto, cerca piuttosto la struttura, il senso ultimo, il lato determinante delle cose. Nelle sue sculture la luce si concentra nello stagno, una materia argentea e mercuriale che si deposita su prismi e cilindri in dionisiaci accumuli nubiformi.
Nei lavori più recenti […] le tinte non nascono più dai metalli, ma dalla tempera brunita, un procedimento antico che restituisce un colore pieno, visivamente morbido e dalla densità cerosa. Qui la luce e sempre più silente, soffusa, distribuita sul piano come una carezza. […] I titoli evocano elementi e colori della natura, Glicine (2026) e Verde germoglio (2026), ma accanto, nell’altra meta del piano, hanno sempre il sostegno di sagome dalla geometria irreprensibile, nella cui ombra quel flusso ondoso si inabissa, nasce o si arena”.
Cenni biografici
Sergio Floriani, nato nel 1948 a Grantorto (PD), risiede e lavora a Gattico (NO). Originale interprete della ricerca d’area concettuale. Nel 1982 è cofondatore del Gruppo Narciso Arte sotto l’egida di Giorgio Di Genova. Nel 1984 i lavori realizzati in vista della Biennale di Venezia vanno a costituire due importanti personali: Architetture (Torino – Palazzo della Regione) e L’anima e il rispecchiamento (Chiostro di Voltorre). La ricerca sulla formazione dei colori genera Zodiaci d’acqua, (Il Naviglio,1988) curata da Tommaso Trini, in cui compare l’unica video-scultura realizzata: Autoriflessione. Nel 1989 affiora per la prima volta l’idea dell’impronta che si fa anche scultura e nascono le prime opere in ferro e stagno, ferro e acciaio, come l’installazione Synopis e Lux mundi (Palazzo dei Vescovi di Novara, 1990). L’uso delle impronte dà origine alle tre mostre Digito, ergo sum del 1991, presentate da G. Celli e Giorgio Di Genova, a Carrara, a Sanremo e a Venezia. Da questo momento l’impronta costituirà il segno distintivo dell’artista. Nascono le sculture in ferro e stagno: Identità in evoluzione (Biennale del bronzetto di Padova -1995); La porta della legge (I premio al Concorso Internazionale di Scultura “Arona 96”); la XIV Stazione della via della Croce di Curino (1999); Cercando un equilibrio, definitivamente collocata presso il forte di Exilles a seguito della mostra Signum Forte del 2008. Da segnalare: l’antologica del 1998 Le porte sull’infinito (Museo Civico di Padova e Arengo del Broletto di Novara) curate da M. Rosci; la rassegna antologica del 2002 alla GAM di Gallarate curata da F.Gualdoni; la personale milanese del 2004 La logica dell’immaginario alla Galleria Naviglio Modern Art. Dal 2003 Floriani passa all’uso del piombo, combinandolo ora con la sabbia nera, ora con lo stagno. Nascono nel 2008 le due personali milanesi: Quadro quadrato alla Galleria Artestudio e Meta quadrato all’Annunciata. Nel 2010 realizza la croce VERODIOVEROUOMO per la parrocchiale di Gattico. Ha partecipato con la scultura La Porta della Legge alla Biennale Internazionale di Scultura di Racconigi presso il Castello di Racconigi nel 2013; nello stesso anno ha allestito la mostra Signum presso la Fabbrica Lapidea della Basilica di San Gaudenzio a Novara. Nel 2016 con la curatela di Francesco Poli, ha presentato presso il Complesso Monumentale del Broletto di Novara l’antologica “Lo spazio dell’identità/ L’identità dello spazio”. Sempre nel 2016 ha realizzato la “ Porta della Misericordia” presentata dapprima nel quadriportico del Duomo di Novara e successivamente allocata sul piazzale antistante la Chiesa dei SS Cosimo e Damiano. Nel 2022 partecipa alla mostra di scultura diffusa sull’intero Lago D’Orta S.O.S Humanity. Nel 2023 il Comune di Novara gli dedica una mostra antologica presso il Castello di Novara ; la mostra Tracce raccoglie 100 opere ed è curata dal critico Lorella Giudici. In tale occasione viene editato una corposa monografia che raccoglie opere dal 1982 al 2023. Sempre nello stesso anno si svolge la Mostra Tracce sul lago ospitata presso la seicentesca Villa Gippini sul lago d’Orta. Ancora nel 2023 partecipa alla seconda edizione di S.O.S.
Humanity. Nel 2024 partecipa alla prestigiosa collettiva promossa dalla Galleria Visionary art di Lugano. Nel 2025 il Comune di Casale Monferrato apre la prestigiosa ala”Chagall” del Castello del Monferrato per la mostra “Geografie dell’io” con la presenza di alcune opere site specific e l’intervento critico di Elena Pontiggia.