IAN DAVENPORT. HOLDING OUR CENTRE

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IAN DAVENPORT. HOLDING OUR CENTRE
Todi, Sala delle Pietre – Palazzo del Capitano
31 agosto – 5 ottobre 2025

Inaugurazione: 31 agosto ore 11,00, Sala delle Pietre, Palazzi Comunali, Todi (PG)

 

Orari:
Dal 31 agosto al 7 settembre 2025, 10.30-12.30; 16.00-19.30
Dall’11 settembre al 5 ottobre 2025: giovedì, venerdì, sabato e domenica 10.30-12.30; 16.00-19.30

 

Ingresso gratuito

 

Informazioni
346.5147236 (anche WhatsApp)
www.fondazioneprogettibeverlypepper.com

Ufficio stampa

Ufficio stampa Todi
Staff Sindaco di Todi
Gilberto Santucci | T. 075.8956212 | M. 366.4139571
comunicazione@comune.todi.pg.it

Ufficio stampa Fondazione Beverly Pepper
CLP Relazioni Pubbliche
Clara Cervia | M. +39 333 9125684 |
E. clara.cervia@clp1968.it
T. + 39 02 36755700 | www.clp1968.it

31.08.2025 05.10.2025

Todi (PG), Sala delle Pietre – Palazzo del Popolo

L’esposizione presenta una serie di opere dell’artista inglese, dalle sue celebri pitture-installazioni, a metà tra bidimensionalità e scultura (Puddle Paintings), ai lavori su carta (Splats).

Al termine della mostra, Ian Davenport donerà una sua opera al Comune di Todi.

Dal 31 agosto al 5 ottobre 2025, la Sala delle Pietre a Todi (PG) accoglie la personale di Ian Davenport (Sidcup, UK, 1966), uno dei più rilevanti autori britannici, già appartenente al gruppo Young British Artist.

 

La rassegna, dal titolo Holding our Centre, curata da Marco Tonelli, curatore scientifico della Fondazione Progetti Beverly Pepper, è realizzata dal Comune di Todi e Fondazione Progetti Beverly Pepper, in collaborazione con il Todi Festival, per il quale Ian Davenport ha firmato il manifesto della sua 39^ edizione.

 

Holding our Centre si compone di due serie di opere. Da un lato, si trovano le cascate di colore dei Puddle Paintings, dipinti a bande verticali realizzati appositamente per l’occasione e datati tutti al 2025, che a tratti invadono il pavimento come fossero ancora in corso di liquefazione e formazione; dall’altro, le cosiddette Splats la cui datazione va dal 2019 al 2025, dai colori vivaci, sgargianti, disposti in modalità meno controllate e strutturate, su carta di grande formato.

A questi lavori si affianca una video-installazione, che animerà durante i giorni del Todi Festival (30 agosto – 7 settembre 2025) il Palazzo del Capitano in Piazza del Popolo, principale palcoscenico della manifestazione.

Si tratta di una proiezione che riprende e rimodula per lo spazio tudertino un’analoga iniziativa realizzata per Flannels Store ad Oxford Street di Londra. L’opera, che traduce in cromie elettroniche le tipiche bande verticali delle pitture di Davenport, stabilisce con il pubblico una relazione dinamica e interattiva, in una forma di coinvolgimento sensoriale collettivo, come avveniva per i grandi cicli di affreschi del passato.

Al termine della mostra, Ian Davenport donerà una sua opera al Comune di Todi.

 

Sono lietodichiara Ian Davenportdi essere stato invitato dalla Fondazione Progetti Beverly Pepper e dalla città di Todi a esporre il mio lavoro. Per me, l’Italia è sempre stata la patria della brillantezza artistica e i pittori del Rinascimento italiano hanno avuto un’influenza enorme sul mio lavoro. L’ispirazione per i colori nelle mie opere proviene spesso da artisti come Beato Angelico, Lorenzo Monaco e Sandro Botticelli. I miei dipinti esplorano la materialità fisica della pittura, andando talvolta ad evolvere oltre la bidimensionalità, assumendo dunque una forma scultorea che restituisce un intervento dinamico nello spazio espositivo”.

 

Non è un caso che questa mostra si tenga a Todi, la città che ha dato i natali a Jacopone da Todi, il grande poeta mistico del XIII secolo, dove la sensibilità contemporanea della pittura di Davenport si sposa con il rigore lirico medievale.

Del resto, lo stesso Davenport s’impone una massima concentrazione meditativa per portare a termine il processo che determina le sue pitture, secondo un meccanismo controllato ed eseguito a mano con millimetrica attenzione e disciplina. Nella ripetizione delle bande di colore dei Puddle Paintings o nelle efflorescenze degli Splats, si manifesta quindi quella rivelazione pittorica che è una sorta di liberazione, quasi performativa, della pittura dalla sua stessa regola esecutiva e che porta, in alcuni casi, all’uscita del colore dal limite verticale del quadro per farsi espansione che invade lo spazio.

È da qui, ad esempio, che nasce la scelta di proiettare sulla Torre del Palazzo del Popolo la lenta colata pittorica digitale che altro non è che la rivelazione elettronica della processualità insita nella pittura.

 

“Il nome di Ian Davenport afferma Antonino Ruggiano, Sindaco di Todie la sua inconfondibile cifra artistica consente a Todi di confermare la sua grande attenzione all’arte contemporanea, che ha portato la città a sfiorare il titolo di capitale italiana assegnato per la prima volta dal Ministero della Cultura.” Da oltre mezzo secolo il territorio e la comunità tuderte sono vivificati dalla presenza di artisti ed opere che hanno contribuito ad alimentare la fama internazionale di una Todi ricca di storia e cultura antica ma anche attenta al presente e aperta al futuro. Di questo recente passato abbiamo non soltanto memoria ma anche segni tangibili che ci onorano. Il riferimento è, solo per rimanere sugli anni più recenti, alle sculture di Beverly Pepper, Arnaldo Pomodoro, Fabrizio Plessi e Mark Di Suvero che punteggiano il centro storico e il suo hinterland. Al termine di questa mostra, anche Ian Davenport ha annunciato il dono di una sua opera a Todi: per questo suo ulteriore regalo la città gli sarà grata per sempre”.

 

Come d’abitudine, la Fondazione Progetti Beverly Pepper accompagnerà le iniziative dedicate a Ian Davenport con un ricco calendario di eventi collaterali gratuiti, come visite guidate ai luoghi del contemporaneo a Todi, laboratori per bambini e progetti didattico-formativi per scolaresche.

 

“Siamo profondamente lieti e onorati sottolinea Elisa Veschini, Presidente Fondazione Progetti Beverly Pepperdi accompagnare, ancora una volta, la città di Todi in un momento tanto significativo del suo percorso culturale. La presenza di Ian Davenport nel 2025, resa possibile grazie alla generosità e disponibilità dell’artista, rappresenta non solo un dono prezioso alla città e all’Umbria tutta, ma anche un ulteriore tassello nel racconto artistico che stiamo contribuendo a costruire con visione e passione insieme al Comune di Todi. Questa mostra, presentata presso la Sala delle Pietre, luogo di memoria collettiva e di dialogo istituzionale per secoli, si inserisce con naturalezza e potenza nel solco tracciato da Beverly Pepper, la cui eredità ci ispira ogni giorno”.

 

“Ian Davenport – ricorda Marco Tonelli, Curatore del progetto e curatore scientifico della Fondazione Progetti Beverly Pepper è uno dei più importanti pittori astratti britannici attivi dalla fine degli anni ’80, riconosciuto a livello internazionale, le cui opere riescono a sedurre, quasi magicamente, e attivare lo sguardo sia di specialisti che di profani, grazie ai loro colori dinamici e ai processi del dipingere sempre in vista, come se lo spettatore fosse parte del farsi dell’opera e l’opera qualcosa di vivo e ancora in progress. Un’arte coinvolgente quindi, quasi partecipata, in cui lo scorrere del tempo e l’immediatezza dell’esperienza sembrano costituire la sostanza della pittura, tenendo in equilibrio apparenza e struttura”.

 

Catalogo Ian Davenport. Holding our Centre (Todi, 20205), a cura di Marco Tonelli.

 

Ian Davenport. Note biografiche

Nato nel Kent, in Inghilterra, nel 1966, Ian Davenport si è laureato al Goldsmiths College of Art di Londra nel 1988 e lo stesso anno, come parte della generazione degli Young British Artists, ha partecipato alla celebre mostra “Freeze”. Già due anni dopo la sua laurea ha ottenuto la prima mostra personale presso le Waddington Galleries di Londra. Nel 1991 è stato nominato per il prestigioso Turner Prize per cui ancora oggi detiene il record del più giovane artista candidato. Ian Davenport è noto per le sue pitture astratte che esplorano il processo e la materialità. Di recente il suo lavoro è consistito in linee di vernice acrilica versate con cura su una superficie inclinata facendo fuoriuscire la pittura nello spazio dell’osservatore dove le colate si accumulano in complesse disposizioni di linee e colori. Negli ultimi dieci anni ha inoltre rivolto la sua attenzione alla serigrafia e all’incisione creando un’enorme raccolta di opere grafiche. Davenport ha esposto ampiamente in tutto il mondo, partecipando a mostre istituzionali di rilievo come quelle alla Dundee Contemporary Arts nel 1999, all’Ikon Gallery di Birmingham nel 2004, alla Tate Liverpool nel 2000 e al Dallas Contemporary in Texas nel 2018. Ha realizzato importanti commissioni, tra cui Poured Lines Southwark Street a Londra nel 2006, un dipinto largo 48 metri su un ponte, che è una delle più grandi opere d’arte pubbliche permanenti nel Regno Unito. Alla Biennale di Venezia del 2017, Ian Davenport ha presentato un’installazione di oltre 1.000 strisce, una commissione di Swatch, insieme a un orologio speciale Swatch Art. Nel 2016 ha dipinto a mano una serie di piatti in porcellana in collaborazione con Meissen, commissionata dalla South London Gallery, e ha progettato una borsa in edizione speciale per il progetto Lady Art di Christian Dior. Nel 2010 ha completato un programma di residenza presso la Josef e Annie Albers Foundation nel Connecticut, USA. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni museali, tra cui: Arts Council of Great Britain, Tate di Londra, Centre Pompidou di Parigi, National Museum Wales di Cardiff, Von der Heydt Museum di Wuppertal, Museum of Modern Art di La Spezia, Borusan Art Gallery di Istanbul, Museum of Modern Art di New York e Dallas Museum of Art, Texas. La prima monografia del suo lavoro è stata pubblicata da Thames Hudson nel 2014. Ian Davenport è rappresentato in Italia dalla galleria Luca Tommasi di Milano.

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