ALICE ZANIN. Candy Eaters

Info e download

Informazioni

ALICE ZANIN. Candy Eaters
Milano, Palazzo Citterio | Tempietto (via Brera 12)
6 novembre 2025 – 29 marzo 2026

A cura di Andrea Dusio

Orari: da giovedì a domenica, 14.00-19.00
Sabato 6 dicembre 2025, 10.00-19.00

Ingresso: solo Palazzo Citterio, intero, €12,00; ridotto, €8,00

Informazioni:
palazzocitterio.org

Social:
IG: @palazzocitterio.brera
FB: Palazzo Citterio

Responsabile ufficio comunicazione La Grande Brera
Marco Toscano | E. marco.toscano@cultura.gov.it

Ufficio stampa La Grande Brera

CLP Relazioni Pubbliche
Marta Pedroli | M. +39 347 4155017 | E. marta.pedroli@clp1968.it
T. + 39 02 36755700 | www.clp1968.it

06.11.2025 29.03.2026

Milano, Palazzo Citterio | Tempietto

A cura di Andrea Dusio

Il Tempietto, collocato nella corte di Palazzo Citterio, architettura di forma circolare, progettata da Mario Cucinella Architects, che funge da punto di raccordo tra l’esterno e i vari ambienti della Grande Brera, ospita dal 6 novembre 2025 al 29 marzo 2026, Candy Eaters, una installazione site-specific di Alice Zanin, a cura di Andrea Dusio.

 

L’intervento trasforma il padiglione aperto in una visionaria voliera che accoglie alcuni esemplari, ricostruiti in cartapesta, di Spatole Rosate, una specie di uccelli, la cui livrea è data dal colore del cibo che ingeriscono.

Il titolo dell’opera gioca sull’idea che questi artefatti abbiano assunto la loro colorazione dopo aver ingerito caramelle rosa, mentre in realtà è la natura ad aver prodotto, senza artifici e interventi di fantasia, la sua sorprendente bellezza.

 

Candy Eaters intende essere una evocazione della meraviglia della biodiversità, e veicolare così il tema della difesa della natura e dell’ambiente, intrecciato a quello dell’economia circolare, richiamato dalla struttura del Tempietto. Una uccelliera aperta, come si potrebbe vedere in un Capriccio del Settecento, immaginata in un giardino milanese, in omaggio alla vocazione della Grande Brera come un luogo in cui convive una comunione di arte e scienze naturali, che comprende anche l’Orto Botanico e l’Osservatorio Astronomico, in una ideale fusione della conoscenza.

 

“Seguo il lavoro di Alice Zanin da ormai un decennio e mi ha sempre stupito la poeticità delle sue creazioni a metà tra sogno e fantasia – afferma Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio, Biblioteca Nazionale Braidense -. Una tecnica antica, e povera, quella del papier mâché che Alice riattiva per un’arte che ha nella leggerezza il suo primo motivo, nessuna sovrastruttura concettuale esibita, semmai la forza del femmineo che si fa forma: i suoi uccelli, che siano fenicotteri, ibis o spatole rosate, semplicemente incantano”.

 

“L’installazione Candy Eaters – sottolinea Andrea Dusio – vuole essere una stratificazione dell’inaspettato. Per prima cosa l’effetto straniante di un volo esotico nel cuore del centro storico di Milano, il colore rosa degli uccelli che sembra artificiale ma non lo è, e la vocazione al site-specific che trasforma il Tempietto di Palazzo Citterio in una voliera, mentre riprende il concetto sacro di templum, cioè lo spazio designato dagli auguri per la lettura del volo degli uccelli”.

 

Note biografiche. Alice Zanin

Alice Zanin (Piacenza,1987) autodidatta di formazione, sceglie di concentrarsi sulla sua personale tecnica della cartapesta a partire dagli inizi del 2012. La poetica del suo lavoro è intimamente legata, oltre che al soggetto animale, alla carta e alla sua leggerezza: il papier-mâché è ciò che consente all’artista di creare una scultura svincolata dall’idea di solidità al punto di riuscire a farla fluttuare nell’aria. Il lavoro dell’artista tende all’installazione soprattutto in termini espositivi, oppure alla costruzione di un dialogo tra opere e oggetti sulla base del registro dell’incongruenza o dell’associazione di idee. Le scelte degli oggetti, infatti, sovente conducono ad un travisamento della loro convenzionale destinazione d’uso, ottenendo tra questi e il soggetto animale una relazione oscillante tra il reciproco imbarazzo e una galante ironia. Attualmente l’artista, pur rimanendo legata al papier-mâché come materiale d’elezione, ha ripreso la sperimentazione sulle opere bidimensionali, ed ha arricchito la sua produzione di sculture in bronzo.

Questo sito utilizza cookie tecnici. Utilizzando il sito ne accetti l'utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi