Presentata a Venezia, la nuova edizione degli ECC Awards, promossi dall’European Cultural Centre Italy.
La manifestazione si tiene nell’ambito di Personal Structures – Confluences, mostra biennale di arte contemporanea in corso a Venezia, fino al 22 novembre, nelle sedi di Palazzo Bembo, Palazzo Mora e Giardini di Marinaressa.
Gli ECC Awards si suddividono in cinque categorie e valorizzano le pratiche artistiche che trasformano la diversità in forme di connessione, scambio e conoscenza condivisa, mettendo al centro ricerca, interdisciplinarità e consapevolezza del luogo nel contesto veneziano:
Interpretazione Artistica del Tema: Confluences che raccoglie le pratiche artistiche che dialogano con il tema Confluences; Ricerca & Progetto Curatoriale che valorizza pratiche di ricerca e archivio; Progetto Interdisciplinare che riunisce pratiche che attraversano arte, scienza e design; Pratiche Emergenti che presenta nuove voci della scena contemporanea; Progetto Spazio & Contesto che si concentra su interventi site-specific e spaziali.
I lavori saranno vagliati da una giuria internazionale composta da Nargess Banks (scrittrice ed editorial director in arte, design e cultura visiva), Jesús Alberto Flores (cultural strategist per artisti emergenti), Rahul Gudipudi (Fondatore e direttore, ke— na— artists’ initiative), Euijung McGillis (Assistant Curator alla National Gallery of Canada) e Anouska Phizacklea (direttrice del Museum of Australian Photography e in precedenza co-chair del Melbourne Queer Film Festival).
I progetti selezionati provengono da 17 Paesi, tra cui Giappone, Stati Uniti, Paesi Bassi, Cina, Corea del Sud, Francia, Pakistan, Nepal, Israele, Bahrain, Canada e Regno Unito, a conferma della dimensione internazionale di Personal Structures – Confluences.I progetti per ogni singola categoria sono:
- Interpretazione Artistica del Tema: Confluences: B-OWND; Martha Russo; Adrian Parr Zaretsky / Liu Shiming; G-sim Seyeon | BALC.
- Progetto Interdisciplinare: Stephens Tapestry Studio / William Kentridge; A+N Studio; Geraldine Ondrizek & Shizuko Takahashi; ORLAN
- Ricerca & Progetto Curatoriale: Mahwish Chishty; ADEMA University School; Princeton Research Film Studio / Erika A. Kiss; Jennifer Garcia Peacock
- Pratiche Emergenti: Desmond Beach; Amelia Galgon; Oona Frost; Blurring the Lines / Jyoti Shrestha
- Progetto Spazio & Contesto: Lynn Christine Kelly; Studio Waldemeyer; Rashid Al Khalifa; Pnina Afik
I riconoscimenti saranno assegnati, domenica 22 novembre, a Venezia nel corso dell’evento conclusivo di Personal Structures – Confluences.
Elenco dei progetti selezionati per categoria:
Interpretazione artistica del tema: Confluences
B-OWND (JPN)
Relational Logic – Beyond Dualism, a World Reconnected, Palazzo Bembo
B-OWND è una piattaforma curatoriale giapponese che esplora le relazioni tra arte, artigianato e tecnologie contemporanee, superando le tradizionali separazioni tra arte e artigianato, funzione e contemplazione. Nell’ambito di Personal Structures – Confluences, il progetto Relational Logic – Beyond Dualism, a World Reconnected sviluppa una visione relazionale della pratica artistica basata su connessione e interdipendenza tra persone, materiali e contesti. Fondata nel 2019, B-OWND opera a livello internazionale promuovendo pratiche ibride e collaborazioni interdisciplinari anche attraverso strumenti digitali e blockchain.
Martha Russo (USA)
nomos, Palazzo Mora
Martha Russo è un’artista statunitense che lavora con scultura e installazione, principalmente attraverso la ceramica, esplorando il rapporto tra materia, percezione e mondo naturale. Le sue opere costruiscono ecosistemi visivi complessi che invitano a un’esperienza sensoriale e immersiva, oltre la lettura puramente formale. Nel progetto nomos (cube Venezia) presenta una grande installazione in porcellana che intreccia elementi organici e strutture astratte, generando una fruizione lenta e percettiva dello spazio. Russo ha studiato biologia dello sviluppo e psicologia alla Princeton University e ha conseguito un MFA alla University of Colorado Boulder, dove insegna attualmente.
Adrian Parr Zaretsky (AUS) / Liu Shiming (CHN)
Intimate Unthinkables, Palazzo Mora
Adrian Parr Zaretsky e Liu Shiming, con il supporto della Liu Shiming Art Foundation, presentano Intimate Unthinkables, un’installazione che mette in relazione esperienze femminili quotidiane in contesti geografici e culturali diversi. Il progetto esplora lavoro, cura, vulnerabilità e resistenza come linguaggio condiviso tra epoche e geografie. L’opera connette la scultura di Liu Shiming, radicata nella tradizione cinese, con la pratica contemporanea di A.Z., che affronta violenza di genere e trasformazione sociale. Adrian Parr è una filosofa, artista e docente australiana, ricopre la Cattedra UNESCO in materia di acqua e insediamenti umani; Liu Shiming (1926–2010) è stato uno dei principali scultori cinesi del XX secolo.
G-sim Seyeon (KOR) | BALC (JPN)
Selezione di opere dalla serie a moment we shared, Palazzo Mora
BALC, galleria d’arte contemporanea giapponese, porta a Venezia G-sim Seyeon. Seyeon è un artista sudcoreano che lavora tra pittura e gesto performativo, con una ricerca centrata sull’istante e sulla percezione del tempo. La sua pratica esplora il “momento” come unità fluida in cui passato, presente e futuro si sovrappongono in un unico flusso sensibile. Attraverso pittura materica e gestuale, traduce energia, trasformazione e impermanenza in immagini dinamiche legate a fenomeni naturali come onde e luce. La sua ricerca nasce da esperienze personali e da una riflessione influenzata dal pensiero buddhista sul presente.
Progetto Interdisciplinare
Stephens Tapestry Studio / William Kentridge (ZAF)
Carte de France Divisèe en 86 departements e Asie Mineure, Palazzo Mora
Stephens Tapestry Studio, atelier di Johannesburg specializzato in arazzi contemporanei realizzati con artisti internazionali, presenta in mostra in collaborazione con William Kentridge due arazzi della serie Porter, Carte de France Divisèe en 86 departements e Asie Mineure, dedicata ai temi della migrazione e del passaggio come trasporto di memoria e identità. Le opere di Stephens Tapestry Studio traducono collage e disegni in arazzi tessuti a mano secondo tecniche tradizionali tra Sudafrica ed Eswatini.
A+N Studio (NDL)
Breathing Light, Palazzo Mora
A+N Studio sviluppa oggetti e installazioni basati sulla ricerca sul benessere, traducendo psicologia ambientale e illuminotecnica in esperienze sensoriali. Breathing Light è un oggetto luminoso nato dalla ricerca che traduce il ritmo della respirazione profonda in un’esperienza spaziale. Il risultato è un ambiente luminoso e interattivo che supporta la riduzione dello stress e l’attenzione. Il progetto nasce da contesti educativi e integra dati fisiologici e design partecipativo. A+N Studio è stato fondato dai designer olandesi Alissa van Asseldonk e Nienke Bongers ed è attivo negli ambiti del design, della ricerca e delle scienze del comportamento.
Geraldine Ondrizek (USA) & Shizuko Takahashi (JPN)
Becoming You, Palazzo Mora
Geraldine Ondrizek, artista e docente negli Stati Uniti, e Shizuko Takahashi, medico e ricercatrice giapponese in bioetica alla National University of Singapore, collaborano in Becoming You, progetto art–science che visualizza lo sviluppo umano dalla cellula alla nascita attraverso pittura e narrazione. Il loro lavoro traduce processi biologici in immagini su rotoli giapponesi, combinando genetica, medicina e linguaggio visivo.
ORLAN (FRA)
WE ARE INCONSOLABLE, Palazzo Mora
ORLAN è un’artista francese, pioniera della body art e della performance, lavora tra corpo, tecnologia e media digitali. È una figura chiave dell’arte performativa: la sua pratica usa il corpo umano come mezzo artistico per interrogare i temi di identità, bellezza, genere e potere. In Personal Structures – Confluences, ORLAN presenta WE ARE INCONSOLABLE, progetto che trasforma il dolore e la rabbia in forma critica e politica attraverso immagini generate da AI e interventi pittorici. Il lavoro reinterpreta l’iconografia della sofferenza come atto di resistenza contro la violenza sistemica e il potere.
Ricerca & Progetto Curatoriale
Mahwish Chishty (USA)
Tanka Tales: Thread as Archive, Palazzo Mora
Mahwish Chishty presenta Tanka Tales: Thread as Archive, un’installazione tessile che usa il ricamo come archivio vivente di memoria, lavoro femminile e cultura. Chishty, particolarmente interessata alle tradizioni popolari e al lavoro delle donne, coinvolge infatti nel progetto artigiane pakistane, intrecciando testo e filo in una narrazione non lineare tra tradizione e contemporaneità. Mahwish Chishty risiede negli Stati Uniti, lavora tra pittura miniaturistica, installazioni e pratiche concettuali.
ADEMA University School (ESP)
Palazzo Bembo
ADEMA University School, prestigioso istituto universitario situato a Palma di Maiorca, presenta una selezione di lavori degli studenti del corso di Belle Arti, sviluppati attraverso ricerca, sperimentazione e riflessione critica sul contemporaneo. Le opere affrontano temi sociali, politici e ambientali attraverso linguaggi e materiali diversi. ADEMA University School è un’istituzione accademica internazionale con forte orientamento alla produzione e alla formazione artistica.
Princeton Research Film Studio / Erika A. Kiss (USA)
Atlantis, Palazzo Mora
Princeton Research Film Studio, diretto da Erika A. Kiss, esplora il cinema nell’era dell’automazione e dell’AI, proponendo un ritorno a una dimensione immersiva e “artigianale” dell’immagine in movimento. Il progetto unisce filosofia, scienza e narrazione visiva attraverso installazioni e dispositivi di proiezione. Princeton Research Film Studio è lo studio di ricerca dell’Università di Princeton, in New Jersey (USA), dedicato al cinema come linguaggio interdisciplinare.
Jennifer Garcia Peacock (USA)
Ester Hernández: An Ecological Memoir, Palazzo Mora
Jennifer Garcia Peacock è una curatrice e studiosa americana attiva nel campo degli studi umanistici ambientali, con un focus sulle pratiche artistiche Chicanx e Latinx. La sua ricerca integra storia dell’arte, studi culturali e pratiche ambientali. Presenta un progetto dedicato all’artista Ester Hernández, costruendo un archivio visivo attorno alla sua pratica ecologica e politica. Il lavoro esplora arte, attivismo ambientale e memoria culturale Chicanx attraverso materiali d’archivio e pratiche ibride.
Pratiche Emergenti
Desmond Beach (USA)
Quiet Between Us, Palazzo Mora
Desmond Beach è un artista ed educatore con base a New York che lavora tra fibre, performance e installazione. La sua ricerca affronta le eredità della violenza razziale e le pratiche di memoria nella diaspora africana. Ha sviluppato un approccio rituale alla pratica artistica influenzato da tradizioni spirituali e comunitarie. La sua ricerca affronta le eredità della violenza razziale e della diaspora, intrecciandole con rituali di cura e resistenza.
Amelia Galgon (USA)
Palazzo Mora
Amelia Galgon è un’artista originaria di Philadelphia che vive e lavora a New York. Lavora tra figurazione contemporanea e printmaking, esplorando il rapporto tra corpo queer e spazio domestico: attraverso figure in continua trasformazione inserite in interni casalinghi, indaga il modo in cui la corporeità queer destabilizza le convenzioni e ridefinisce reciprocamente il rapporto tra il corpo e gli spazi che lo contengono. Galgon ha conseguito una doppia laurea in Arte e Computer Science alla Lehigh University a Bethlehem (Pennsylvania, Stati Uniti) e ha ricevuto riconoscimenti, tra cui l’Excellence in Watercolor Award del Philadelphia Sketch Club (2021).
Oona Frost (NDL)
Dream Museum, Palazzo Mora
Oona Frost, artista olandese, è un’identità creativa in continua trasformazione che utilizza installazioni, sculture gonfiabili e media interattivi per indagare i temi dell’io, dell’autorialità e dei futuri speculativi. La sua ricerca si concentra sull’evoluzione umana, sulla neuroplasticità e sul biohacking, intrecciando immaginari scientifici e mitopoietici. Al centro del suo lavoro c’è il Dream Museum, un archivio di creature ibride e scenari post-umani. La sua pratica indaga la soglia tra corpo, tecnologia e coscienza in chiave immersiva.
Blurring the Lines / Jyoti Shrestha (NPL)
Chhyake, Palazzo Mora
Blurring the Lines presenta Chhyake di Jyoti Shrestha, artista e fotografa nepalese, tra i vincitori dell’edizione 2025 dell’omonimo premio, la cui ricerca si sviluppa tra autoritratto, collage e pratiche narrative sul corpo. Con Chhyake, termine che indica le cicatrici causate da una malattia della pelle, l’artista rielabora il segno corporeo come atto di riappropriazione, restituendo il corpo come archivio di memoria, dolore e resistenza. Il progetto intreccia fotografia e testo per costruire un archivio di resistenza e autodeterminazione.
Progetto Spazio & Contesto
Lynn Christine Kelly (CAN)
The Forest for the Trees, Palazzo Bembo
Lynn Christine Kelly è un’artista canadese che lavora tra pittura, scultura e installazione, con una ricerca incentrata sul rapporto tra natura e percezione. Realizza ambienti immersivi che evocano ecosistemi forestali attraverso tessuti sospesi, luce e suono. Le sue opere trasformano lo spazio espositivo in un’esperienza sensoriale e contemplativa. Il progetto The Forest for the Trees ricostruisce una foresta come ambiente percettivo e simbolico. La sua pratica indaga la connessione tra umano e natura e la dimensione spirituale dei paesaggi.
Studio Waldemeyer (GBR)
Étoiles-en-Feu, Palazzo Mora
Studio Waldemeyer è uno studio londinese specializzato in light art e tecnologie immersive, presenta un’installazione luminosa site-specific composta da 111 elementi che trasformano un corridoio in un’esperienza immersiva. Il lavoro rilegge la candela come simbolo contemporaneo di memoria e percezione.
Rashid Al Khalifa (BHR)
Inhabited Created, Giardini di Marinaressa
Rashid Al Khalifa crea installazioni spaziali basate su griglie permeabili attraversabili dal pubblico, dove luce e movimento diventano parte dell’opera. La ricerca riflette su sistemi architettonici e sociali contemporanei; le sue installazioni, di più recente realizzazione, indagano trasparenze e sistemi percettivi attraversabili dal corpo. Rashid Al Khalifa è un artista e mecenate del Bahrain formatosi nel Regno Unito, attivo tra pittura e installazione. È il fondatore della RAK Art Foundation.
Pnina Afik (ISR)
Holding the Fragments, Palazzo Mora
Pnina Afik è un’artista multidisciplinare israeliana che lavora con scultura e installazione. La sua ricerca si concentra su frammentazione, memoria traumatica e processi di ricostruzione, utilizzando materiali industriali come ferro, corde e tessuti tecnici per costruire narrazioni fisiche della memoria. Holding the Fragments visualizza il processo di ricostruzione del ricordo come assemblaggio imperfetto e attivo.