Simone D’Auria. My World

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Informazioni

SIMONE D’AURIA. My world
Milano, Spirale Milano | Art&Co (via Moneta 1)
18 novembre 2021 – 29 gennaio 2022

 

Ingresso libero esclusivamente per le persone munite di green pass COVID-19

 

Orari: da martedì a sabato, dalle 15.00 alle 19.30
DAL 1° DICEMBRE: da martedì a sabato, dalle 11.30 alle 15.30 e dalla 16.30 alle 19.30

 

Informazioni
Tel. 02 878827; info@spiralemilano.com

 

Sito internet
www.simonedauria.com
www.artcogallerie.com

Ufficio stampa

CLP Relazioni Pubbliche
Clara Cervia
T. 02.36755700
E. clara.cervia@clp1968.it

18.11.2021 29.01.2022

Milano, Spirale Milano

LA PERSONALE DI SIMONE D’AURIA “MY WORLD” INAUGURA LA GALLERIA SPIRALE MILANO | ART&CO.

 

L’esposizione presenta 60 opere che illustrano il suo percorso artistico degli ultimi dieci anni.

Dal 18 novembre 2021, il cuore di Milano si arricchisce di un nuovo luogo espositivo: SPIRALE MILANO | ART&CO, in via Moneta 1.

L’evento inaugurale è My World, la personale di Simone D’Auria (Bergamo, 1976), una delle personalità artistiche più interessanti del panorama creativo internazionale che ha pensato per l’appuntamento a una mostra/installazione che occupi i diversi livelli in cui si sviluppa la galleria.

La mostra, in programma fino al 29 gennaio 2022, promossa e organizzata da Spirale Milano e Art&Co, presenta 60 opere capaci di esplorare la ricerca più recente dell’autore bergamasco di nascita, ma milanese di adozione, tratte da alcuni dei suoi cicli più famosi.

A partire dal progetto Spoon, la serie di cucchiai giganti (alti oltre 150 cm) che richiamano Claes Oldenburg, realizzati in plastica riciclata, simbolo della rigenerazione dei materiali inquinanti presenti nei mari e negli oceani. Con Spoon, D’Auria si concentra sul rapporto dell’individuo con il mondo, approfondendo il tema della fame, intesa come fame di vita, di pensiero, di libertà, di esperienze, di apertura verso gli altri.

“L’arte di D’Auria è una pratica pop e ben si intenda non “popolare” nella sua versione dispregiativa – chiarisce Milovan Ferronato nel suo testo in catalogo -, bensì di accorta rilettura del sostrato sociale. Il concetto di artigiano è stato per molti anni desueto e di poco appeal, e invece nell’ultimo periodo ha ritrovato, oserei dire finalmente, il suo agognato riconoscimento. Essere artigiani delle proprie opere, come lo è nel caso di D’Auria, significa conoscere il valore plastico della materia, accudirlo al fine di plasmarlo. Significa, in poche parole, essere degli scultori”.

Naturale evoluzione di Spoon è la creazione dei dipinti di Mr. Spoon (che in mostra occuperanno un’intera parete), un personaggio-icona dotato di una propria dimensione artistica che vive all’interno di capolavori come la Danza di Matisse, l’Urlo di Munch, o di opere di autori quali Magritte, Banksy, Jeff Koons, Keith Haring e molti altri ancora.

Il percorso espositivo prende in considerazione anche il progetto solidale che D’Auria ha sviluppato in collaborazione con la Zoological Wildlife Foundation di Miami, nel quale ha fatto interagire alcuni animali, come tigri, scimpanzé, con alcune sue sculture come Tank o WOW, realizzate per sensibilizzare la salvaguardia delle specie animali in pericolo di estinzione.

Il tema della difesa della natura è molto presente nei lavori di D’Auria. Un esempio è la scultura Good boy, che verrà esposta per la prima volta, dove uno squalo addenta un globo che rappresenta la terra, o Moby sbang, una balena stilizzata dalle superfici specchianti.

La rassegna presenta inoltre alcune sculture in fibra di vetro della serie Fuck-Tank, nella quale, con il suo spirito dissacrante, D’Auria crea dei piccoli carri armati in fibra di vetro, le cui forme non convenzionali diventano uno strumento per proteggersi dalle sfide quotidiane dell’esistenza.

Al piano ipogeo della galleria, una sala farà dialogare gli acrilici su tela della serie Sorry Fontana, che interpreta i famosi tagli dell’artista italo-argentino, con la scultura di Pinocchio che pende dal soffitto.

Per tutta la durata della mostra, gli ambienti di Spirale Milano saranno avvolti dalla colonna sonora composta appositamente da Matteo Rigamonti, musicista, produttore, ingegnere del suono e DJ.

Accompagna la mostra, un volume (Skira) con testo di Milovan Farronato.

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