MASSIMO SESTINI. ZENIT DELLA FOTOGRAFIA

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Informazioni

MASSIMO SESTINI. Zenit della fotografia
Brescia, Museo di Santa Giulia (via dei Musei 81/b)
24 settembre 2024 – 2 marzo 2025

 

Conferenza stampa e visita in anteprima:
23 settembre 2024, ore 11

 

Orari:

Museo di Santa Giulia: martedì – domenica
Fino al 30 settembre: 10 – 19 (ultimo ingresso ore 18.15)
Dal 1° ottobre al 2 marzo: dicembre: 10 – 18 (ultimo ingresso ore 17.15)
Ingresso incluso nel biglietto UNESCO – Museo di Santa Giulia e Parco archeologico

 

 

Informazioni e prenotazioni:
Fondazione Brescia Musei
030.2977 833 – 834 | cup@bresciamusei.com

Ufficio stampa

Ufficio stampa
Fondazione Brescia Musei
Francesca Raimondi
+39 331 803 9611
raimondi@bresciamusei.com

 

Ufficio stampa
Comune di Brescia
Rossella Prestini
+39 338 894 8668
r.prestini@comune.brescia.it

 

Ufficio stampa Brescia Photo Festival
CLP Relazioni Pubbliche
Clara Cervia
+39 333 912 5684
clara.cervia@clp1968.it

24.09.2024 02.03.2025

Brescia, Museo di Santa Giulia

L’esposizione racconta oltre quarant’anni di carriera di Massimo Sestini attraverso i principali episodi della storia italiana contemporanea come la strage di Capaci, il naufragio della Costa Concordia, il terremoto dell’Aquila.

 

MARE NOSTRUM, la fotografia iconica del barcone stipato di migranti, premiata nel 2015 con il World Press Photo, tra le immagini in mostra al Museo di Santa Giulia.

 

“Come quando sei morto e improvvisamente ritorni in vita”: sono le parole di Ayman, migrante dalla Siria, che nel documentario Where are you? Dimmi dove sei del National Geographic racconta il momento in cui, dal barcone stipato di migranti al largo della Libia, dopo dodici giorni di tempesta, avvistano l’elicottero della Marina Militare Italiana in missione di salvataggio.

Sull’elicottero, anche il fotografo Massimo Sestini, che proprio in quel momento scatterà Mare Nostrum l’immagine simbolo dei viaggi della speranza che dalle coste africane cercano di raggiungere l’Europa, selezionata tra le Top 10 images of 2014 da TIME, pubblicata su numerose testate in tutto il mondo (tra cui Photo France, The Guardian, Internazionale, The Economist, L’Espresso, Die Zeit, Time, National Geographic) e vincitrice del World Press Photo Award 2015 nella categoria General News. Da questo riconoscimento è partita la sua ricerca con il progetto Where are you? che, nel corso del quinquennio successivo, rintraccerà e fotograferà (dall’alto e perpendicolarmente) una decina dei migranti che erano su quel natante, ritratti nella loro vita definitiva, in giro per l’Europa, realizzando un documentario con National Geographic trasmesso in tutto il mondo.

 

L’iconico scatto, insieme a uno showcase della ricerca, saranno al centro della personale che Fondazione Brescia Musei dedica al fotografo toscano, MASSIMO SESTINI. Zenit della fotografia, in programma dal 24 settembre 2024 al 2 marzo 2025 al Museo di Santa Giulia.

La mostra, curata da Angelo Bucarelli e realizzata con la collaborazione di Freccianera Fratelli Berlucchi, main partner dell’iniziativa, si inserisce nella VII edizione del Brescia Photo Festival, promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Ma.Co.f – Centro della Fotografia Italiana, quest’anno declinato attorno al tema Testimoni, un termine che sottolinea la capacità dei fotografi di documentare il presente favorendo la lettura della nostra storia attraverso il racconto che gli artisti ne fanno traducendolo in opera d’arte che supera i confini del mezzo fotografico.

 

L’esposizione inedita presenta una selezione di immagini capaci di raccontare oltre quarant’anni di carriera di Massimo Sestini, con particolare attenzione ai temi a lui cari, come l’immigrazione e i principali episodi della storia italiana contemporanea: la strage di Capaci, il naufragio della Costa Concordia, il terremoto dell’Aquila, la tragedia della Moby Prince, il funerale di Giovanni Paolo II, il funerale di Benedetto XVI e molto altro.

 

Sin da giovanissimo, Massimo Sestini ha saputo dipingere un affresco di grande valore iconografico delle vicende che hanno segnato il passato recente del nostro Paese, raccontandone, come documentato in mostra, gli episodi più significativi.

La mostra approfondirà anche l’inedita modalità acrobatica con la quale il fotografo ha prodotto gli scatti iconici che lo hanno reso famoso nel mondo, applicata sia nel contesto dei grandi eventi italiani, come il Giro d’Italia o la Mille Miglia, sia nei rapporti tra la fotografia aerea e le inconsuete visioni del nostro grande patrimonio monumentale e archeologico, come nel caso della città di Firenze o delle surreali visioni subacquee del patrimonio archeologico sommerso.

Il titolo della rassegna, Zenit della fotografia, si riferisce alla capacità dell’artista, prima dell’avvento dei droni, di riconoscere il potere intrinseco della fotografia aerea e acrobatica di cui è diventato uno dei maestri indiscussi, esplorando angoli e punti di vista insoliti. Sestini si è lanciato in voli vertiginosi, sospeso tra cielo e terra, per immortalare l’essenza della vita umana da altezze irraggiungibili, tuffandosi poi simmetricamente nelle profondità scure e gelate per scoprire altre verità.

La mostra propone inoltre una fotografia inedita dedicata a Brescia, realizzata da Massimo Sestini appositamente per questo appuntamento, che rende omaggio a due icone della città: Brixia Parco archeologico di Brescia romana e la 1000 Miglia. Il progetto, realizzato lo scorso 11 giugno, nel giorno della partenza di una delle gare automobilistiche più affascinanti al mondo, si è avvalso della collaborazione della stessa 1000 Miglia e di Guardia di Finanza.

 

Note biografiche 

Massimo Sestini (Prato, 1963) è uno dei più importanti fotogiornalisti internazionali. Grazie a una produzione sterminata, con l’alternarsi tra reporter infiltrato e fotografo ufficiale, Sestini ha raccontato come nessun altro quattro decenni di storia del costume, della politica e società italiana. Comincia con la mostra di ritratti rock Un diciassettenne ed il suo obiettivo (Firenze, 1980). I primi scoop arrivano a metà anni Ottanta: da Carlo d’Inghilterra fotografato a Recanati mentre dipinge un acquerello, a Licio Gelli ripreso a Ginevra mentre è portato in carcere appena costituitosi dopo la fuga in Argentina, all’attentato al Rapido 904 nella galleria di San Benedetto Val di Sambro, con cui ottiene la sua prima copertina sul settimanale tedesco “Stern”. Da quel momento, Sestini, oltre a mantenere una costante attenzione per la cronaca, testimoniata dalla fondazione dell’agenzia che porta il suo nome e alleva da allora giovani fotoreporter, si dedica ai grandi avvenimenti d’attualità. L’obiettivo è essere sulla notizia, qualunque sia il mezzo per arrivarci; anche quando pare impossibile. Le sue fotografie escono sulle prime pagine dei principali giornali del mondo. Il costante aggiornamento tecnologico, l’intuizione immediata delle opportunità del digitale, l’uso di teleobiettivi sempre più potenti saranno i suoi alleati. Sarà così testimone della tragedia della Moby Prince e autore delle foto dall’alto di Capaci e Palermo successivamente agli attentati a Falcone e a Borsellino. Le foto aeree diventano una sua costante, premessa a quelle zenitali più recenti. Gli anni successivi porteranno altre esclusive: gli scatti aerei del Giubileo, degli scontri al G8 di Genova, dei funerali di papa Giovanni II. Nel 2012 s’immerge con i sommozzatori della Marina Militare dentro la Concordia appena affondata. Nel 2014 è a bordo della Fregata Bergamini, testimone delle operazioni di salvataggio “Mare Nostrum”, a largo delle coste libiche. Da un ritratto aereo dell’Italia – da Lampedusa alle Dolomiti –a bordo degli elicotteri della Polizia nell’arco di un lavoro durato due anni, nascerà la mostra Orizzonti d’Italia dagli elicotteri della Polizia di Stato, inaugurata al Palazzo del Quirinale nel maggio 2016 alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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