LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica

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LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO

DAL RILIEVO ALLA VEDUTA ROMANTICA NELLA GRAFICA STORICA

a cura di Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini

m.a.x. museo (Via Dante Alighieri 6), Chiasso (Svizzera)

2 marzo 2021 – 12 settembre 2021

m.a.x. museo

Via Dante Alighieri 6, CH – 6830 Chiasso

+41 58 122 42 52

info@maxmuseo.ch  www.centroculturalechiasso.ch

 

Orari

martedì – domenica, ore 10.00 – 12.00 e 14.00 – 18.00

 

Aperture speciali

domenica 4 aprile 2021 (Pasqua)

lunedì 5 aprile 2021 (Pasquetta)

giovedì 13 maggio 2021 (Ascensione)

lunedì 24 maggio 2021 (Lunedì di Pentecoste)

giovedì 3 giugno 2021 (Corpus Domini)

martedì 29 giugno 2021 (SS. Pietro e Paolo)

domenica 1. agosto 2021 (Festa Nazionale)

 

Chiusure

venerdì 2 aprile 2021 (Venerdì Santo)

sabato 3 aprile 2021 (Sabato Santo)

sabato 1. Maggio 2021 (Festa del lavoro)

 

Chiusura estiva

Dal 3 al 16 agosto 2021 compresi

 

Ingresso

Intero:             CHF/Euro 10.-

Ridotto:            CHF/Euro 7.- (AVS/AI, over 65 anni, studenti, FAI SWISS, FAI, TCS, TCI, convenzionati)

Scolaresche e gruppi di minimo 15 persone: CHF/Euro 5.-

Metà prezzo:   Chiasso Card

Gratuito: bambini fino a 7 anni, Aiap, associazione amici del m.a.x. museo, giornalisti, ICOM, Passaporto Musei Svizzeri, Visarte

 

Entrata gratuita: ogni prima domenica del mese

 

Parcheggio gratuito

presso il Centro Ovale di Chiasso (livello -1), 4 minuti a piedi dal m.a.x. museo, su presentazione del ticket del parcheggio al m.a.x. museo.

 

RailAway FFS – offerta combinata

All’entrata del m.a.x. museo, su presentazione di un ordinario biglietto del treno, una carta giornaliera, un biglietto risparmio, un abbonamento di una comunità tariffaria oppure un abbonamento generale, si beneficia del 10% di sconto sul biglietto d’ingresso della mostra in corso. Dalla stazione di Chiasso al m.a.x. museo: circa 10 minuti a piedi.

Informazioni: nelle stazioni o su ffs.ch/maxmuseo.

Ufficio stampa

Ufficio stampa Svizzera                                          

Laila Meroni Petrantoni                                          

m.a.x. museo                                                           

  1. +41 58 122 42 52
  2. +41 76 563 34 77

ufficio.stampa@maxmuseo.ch

www.centroculturalechiasso.ch

 

Ufficio Stampa Italia

CLP Relazioni Pubbliche, Milano

Anna Defrancesco

T. +39 02 367 55 700

M . +39 349 61 07 625

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02.03.2021 12.09.2021

Chiasso (Svizzera), m.a.x. museo

L’esposizione presenta duecento incisioni, tra acqueforti, bulini e puntesecche, stampe acquarellate, litografie e cromolitografie, realizzate tra il XVIII e il XIX secolo da autori quali Giovanni Battista e Francesco Piranesi, Luigi Rossini e altri.

Dal 2 marzo al 12 settembre 2021, il m.a.x. Museo di Chiasso (Svizzera) ospita la mostra LA REINTERPRETAZIONE DEL CLASSICO: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica.

 

L’esposizione, curata da Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini, ripercorre il fenomeno storico della reinterpretazione e della fortuna critica del classico, espresso nel XVIII e XIX secolo prima dell’avvento della fotografia, attraverso duecento acqueforti, bulini e puntesecche, stampe acquarellate, litografie e cromolitografie, provenienti dalla Biblioteca dell’Accademia di architettura USI di Mendrisio, dalla Biblioteca Cantonale di Lugano, dalla collezione del m.a.x. museo di Chiasso, dall’associazione Avvenire dell’Antico (AdA) e da raccolte private.

La rassegna è organizzata in sinergia con il MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli che presterà alcuni reperti come due enormi candelabri in marmo con trampolieri, una testa di Apollo e una testa di giovane uomo.

In mostra sarà possibile ammirare, fra le altre, le incisioni volute da Johan Joachim Winckelmann per illustrare il suo volume Monumenti antichi inediti, le stupende acqueforti di Giovanni Battista e Francesco Piranesi, quelle di Luigi Rossini e le molte vedute di paesaggi delle città europee mete del Grand Tour, fra cui quelle di Nicolas-Marie-Joseph Chapuy e di Johann Jakob Wetzel.

 

Il percorso espositivo si apre con una ventina di tavole tratte dai Monumenti antichi inediti di Winckelmann del 1767, le incisioni della prima edizione de Le Carceri di Gian Battista Piranesi, le Lapides Capitolini con Antichità di Cora e Castello dell’Acqua Giulia (1762) nonché la meravigliosa pianta di Villa Adriana a Tivoli (1760-1778) e le grafiche eseguite dal figlio Francesco, che ritraggono le prime scoperte di Pompei (1789); a queste si affiancano due raccolte di volumi “in folio” delle acqueforti piranesiane.

Si prosegue con le opere di Luigi Rossini come il Frontespizio delle Antichità di Roma divise in 40 vedute, la Raccolta di Cinquanta Principali Vedute di antichità (1818-1819), Le Antichità romane… (1823-1829), nonché diverse vedute di assemblaggio di monumenti in litografia, gli stupendi Panorami che propongono una vista ad ampio orizzonte e alcune vedute – provenienti da una collezione privata – che ritraggono le città europee oggetto del più vasto itinerario di viaggio ottocentesco, che raggiunge anche la terra insubrica dei laghi con le città di Como, Lugano, Locarno e Ascona.

 

 

 

 

 

Nella seconda metà del Settecento, la nascita del Neoclassicismo teorico portò alla riscoperta dello studio dell’Antico e dei monumenti classici. Johan Joachim Winckelmann, considerato il padre della storia dell’arte moderna, pubblicò nel 1767 i Monumenti antichi inediti dove, a corredo della parte scritta, vennero proposte per la prima volta immagini incise delle opere classiche delle collezioni romane, con l’intento di illustrare l’Antico.

La volontà di divulgare, attraverso l’espressione grafica, il “monumento” e il “manufatto artistico” quale esempio da conoscere ed emulare, costituisce la prima fase di valorizzazione dell’Antico nel XVIII secolo. Il disegno e il rilievo del monumento, rappresentato fedelmente attraverso un sistema proporzionale codificato, ne permette lo studio e la conoscenza.

Il passo da Winckelmann a Giovanni Battista Piranesi è breve: il grande artista e incisore veneziano trovò a Roma la fonte dell’Antico che gli permise di dare origine a incredibili e visionarie interpretazioni, con lo scopo dichiarato di stimolare l’immaginazione degli artisti contemporanei. Nella sua vasta produzione – basti citare Le Carceri (1745 e seconda edizione 1761, rielaborata nel 1770) o ancora Della magnificenza ed architettura de’ Romani (1761) – Piranesi apre la via a un nuovo sistema di ricerca archeologica, rivolto sia allo studio dei processi tecnici e costruttivi sia alla ricchezza dei repertori ornamentali. Egli dà avvio anche a una polemica con il programma rigorista e filoellenico di Winckelmann e si schiera in favore dell’architettura romana, sottolineandone la capacità tecnica e la ricchezza inventiva. La diffusione delle grandi e affascinanti incisioni “in folio” contribuì molto a creare una documentazione di viaggio del Grand Tour; le immagini che gli incisori restituivano non sono più studi sull’architettura antica ma splendide vedute che ricordano ai viaggiatori i luoghi attraversati e li aiutano inoltre a identificare i monumenti descritti nelle guide.

È questo il caso di Luigi Rossini, maestro dell’arte incisoria e riconosciuto dalla critica come l’ultimo grande illustratore delle meraviglie di Roma e Pompei dopo Giuseppe Vasi e Piranesi, prima dell’avvento della fotografia. Dall’incisione che riproduce la veduta oggettiva, figlia del vedutismo settecentesco delle Antichità romane, si passa quindi all’apertura verso le prime espressioni del “Panorama” in cui è fondamentale la forma dell’illusionismo visivo, o ad altre in cui l’artista decide di modificare, omettere o aggiungere alcuni elementi per ottenere un effetto di grande suggestione scenografica. La veduta romantica diventa così anche una fantasia di monumenti, assemblati per suscitare emozione, stupore ed effetti che raggiungono il Pittoresco.

 

Accompagna la mostra, un catalogo Skira, con saggi di Massimo Lolli, Susanne Bieri, Angela Windholz, Pierluigi Panza, Mauro Reali, Raffaella Bosso e Nicoletta Ossanna Cavadini e un ricco apparato iconografico. Viene proposto anche un “mini-catalogo” con i testi dei pannelli mostra e una selezione di immagini.

 

L’esposizione s’inserisce nel filone della “grafica storica”, uno degli ambiti di approfondimento del m.a.x. museo, ed è resa possibile grazie al Dicastero Educazione e Attività culturali del Comune di Chiasso, con il sostegno della Repubblica e Cantone Ticino-Fondo Swisslos, di “Cultura in movimento” dell’Aiuto federale per la lingua e la cultura italiana, dall’AGE SA, dell’associazione amici del m.a.x. museo (aamm).

Si ringrazia la SUPSI-Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, e in particolare il Laboratorio cultura visiva del Dipartimento ambiente costruzioni e design, per la collaborazione nell’ambito del progetto grafico, MyAcademy e Tectel per lo sponsoring tecnico.

 

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