SABATO 23 MARZO , ORE 18.00 | Il racconto scenico "Andy Warhol. L’alchimista degli anni Sessanta"

Reggia di Monza | Salone delle Feste
Allegati: 

 

REGGIA DI MONZA, SALONE DELLE FESTE
SABATO 23 MARZO 2019, ore 18.00
IL RACCONTO SCENICO

ANDY WARHOL.
L’ALCHIMISTA DEGLI ANNI SESSANTA

 

 Lo spettacolo, scritto da Maurizio Vanni, interpretato da Cataldo Russo, Meme Lucarelli e Ilaria Favali, racconterà l'ambiente underground newyorkese attraverso le voci dello stesso Warhol, di Marilyn Monroe e la musica di Lou Reed.

 

La serata, uno degli eventi collaterali della mostra in corso fino al 28 aprile, sarà introdotta da Piero Addis, direttore generale della Reggia di Monza e da Massimo Ferrarotti, presidente dell'Associazione culturale Spirale d'Idee.

 

 

 

 

Sabato 23 marzo 2019, il Salone delle Feste della Reggia di Monza ospita il racconto scenico Andy Warhol. L’alchimista degli anni Sessanta.

 

Lo spettacolo, scritto da Maurizio Vanni e interpretato da Cataldo Russo, Meme Lucarelli e Ilaria Favali, racconterà l’ambiente underground newyorkese attraverso le voci dello stesso Warhol, di Marilyn Monroe e la musica di Lou Reed.

 

Introducono la serata Piero Addis, direttore generale della Reggia di Monza e da Massimo Ferrarotti, presidente dell’Associazione culturale Spirale d’Idee.

 

Il racconto scenico o live cultural storytelling è una narrazione interdisciplinare che mette in scena una drammaturgia legata alla vita e al pensiero di un artista o di un personaggio che, in qualche modo, ha influenzato il pensiero della comunità in cui ha vissuto.

 

Per Warhol è evidente quanto il momento storico in cui è vissuto, la città dove si è potuto esprimere liberamente, lo spazio che ha scelto come bottega creativa dei “qui e ora” siano stati determinanti per ogni sua scelta. Gli anni Sessanta, la New York di allora e la Factory, gli hanno regalato il contesto ideale nel quale dare concretezza a visioni artistiche e socio-culturali assolutamente non convenzionali. Quelle stesse visioni che ogni americano aveva davanti ai suoi occhi quasi ogni giorno.

 

Storici e critici d'arte, sociologi, antropologi, specialisti di neuro-estetica e di esoterismo hanno contribuito a far luce sul corpus dei suoi lavori cercando un senso logico e rassicurante, una collocazione nella storia dell'arte, una fonte d'ispirazione o un approccio filosofico in grado di connotarlo. In pratica, il tutto e il contrario di tutto. L'unico modo per capire la corretta modalità percettiva delle sue proposte rivoluzionarie sarebbe quella di intervistarlo, di chiedergli i molti “perché” rimasti inevasi che potrebbero spiegarci meglio le sue scelte. Evidentemente, nella dimensione reale tutto ciò risulta implausibile.

 

Ecco allora che alla Reggia di Monza si potrà immaginare l'arrivo di Warhol alla Villa Reale di Monza, assistere all'incontro con Marilyn Monroe ed essere testimoni di alcune performance musicali di Lou Reed, il genio del rock che adorava.

 

C'è chi pensa che Warhol non sia morto e che si stia divertendo a lanciare sul mercato opere utilizzando un altro nome. “Non ho mai capito – scriveva Warhol a proposito della morte – perché, quando si muore, non si svanisca e basta; ogni cosa potrebbe continuare ad andare avanti come prima, solo che tu non ci saresti più. Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuta una lapide vuota. Nessun epitaffio, nessun nome. Beh, in realtà, mi piacerebbe che ci fosse scritto 'finzione'”.

 

Ingresso gratuito, fino esaurimento posti.

 

Il racconto scenico è una delle iniziative collaterali alla mostra L’alchimista degli anni Sessanta, in corso alle Orangerie della Reggia di Monza, fino al 28 aprile 2019, che presenta 140 opere del padre della Pop Art, in grado di ripercorrere il suo universo creativo, attraverso le icone più riconoscibili della sua arte, dalle serie dedicate a Jackie e John Kennedy a quelle consacrate al mito di Marilyn Monroe, dalla osservazione critica della società contemporanea, attraverso la riproduzione seriale di oggetti della quotidianità consumista, all’analisi degli altri aspetti come la musica o la rivoluzione sessuale.

 

ANDY WARHOL. L’alchimista degli anni Sessanta è curata da Maurizio Vanni, prodotta dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e dall’Associazione Culturale Spirale D’Idee in collaborazione con l’Associazione Culturale Metamorfosi, col patrocinio del Comune di Monza e della Regione Lombardia, con la partecipazione nel catalogo realizzato da Silvana Editoriale della The Andy Warhol Art Works Foundation for the Visual Arts.

 

Accompagna la mostra un volume (Silvana Editoriale) con testi del curatore, e testimonianze di Vladimir Luxuria, per gli aspetti legati alla rivoluzione sessuale e dei Nomadi, per quelli connessi alla musica e di Pietro Folena e Francesco Gallo Mazzeo.

 

 

Monza, marzo 2019

 

 

Racconto Scenico
Andy Warhol. L'alchimista degli anni Sessanta

Monza, Reggia di Monza – Salone delle Feste (viale Brianza, 1)
Sabato 23 marzo 2019 ore 18.00

 

 

Ingresso gratuito, fino esaurimento posti

 

 

 

Mostra

 

ANDY WARHOL. L’alchimista degli anni Sessanta

 

Monza, Reggia di Monza Orangerie (viale Brianza, 1)

 

Fino al 28 aprile 2019

 

 

 

Orari:

 

Martedì-venerdì, 10.00 - 19.00

 

Sabato, domenica e festivi, 10.00 - 19.30

 

Lunedì chiuso

 

 

 

Biglietti:

 

Intero: €10,00

 

Ridotto: €8,00 (over 65, ragazzi 7– 18, presentando il biglietto della Reggia di Monza o quello dello spettacolo Andy Warhol superstar, in programma al Teatro Litta di Milano)

 

Ridotto convenzioni: €6,00 (FAI, ARCI, ACI, Touring Club, BNL dipendenti, Associati Confindustria Monza e Brianza, Internation Broker Art dipendenti)

 

Gratuito: bambini fino a 6 anni; diversamente abili; giornalisti accreditati, Icom

 

 

 

Info

 

http://www.reggiadimonza.it/warholmonza

 

 

 

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